Categorie
Luoghi (anche comuni)

lisbona

…la sua sensualità è entrata nei miei pensieri, e si sa che quando qualcosa prende la testa diventa irresistibile…

Questo è un racconto alla rinfusa di un breve viaggio di 4 giorni nella capitale portoghese in compagnia di mia sorella. Ogni anno andiamo a scoprire una città, ma soprattutto ri-scopriamo la nostra compagnia per ripristinare i ricordi condivisi.

Appena sbarcate dall’aeroplano siamo rimaste abbagliate dalla luce.

Il sole splendeva, soffiava il vento e la luce illuminava il paesaggio avvolgendolo. I contorni delle case, i monumenti, i rilievi sullo sfondo sembravano a portata di mano quasi spariva la prospettiva. Il clima in Lisbona è mite, mitigato dalla vicinanza con l’Oceano Atlantico, qui si possono verificare le informazioni che ricevevamo da bambini, alle scuole elementari, quando studiavamo geografia: il mare che raccoglie il calore del sole e lo rilascia nei mesi freddi…

Lisbona conquista e seduce da subito, senza filtri e senza troppi giri di parole.

L’ imponente, geometrica e ventilata Praça do Comércio testimonia i tempi in cui Lisbona era una potenza marittima e dal suo porto arrivavano in città navi di ogni tipo, cariche di commercianti, mercanzie ed animali esotici importati dalle colonie, ma anche di avventurieri, esploratori e nobili ospitati dal re. La vista dal fiume ci appare in tutta la sua antica e suggestiva bellezza; in riva al fiume un assembramento come una corolla di persone a guardare le opere di uno scultore che crea usando le pietre ed i colori: affascinante. 

Per tutto il giorno ho continuato a canticchiare la “ma il cielo è sempre più blu” e sia Elena che io siamo state “stregate dalla luce”.

Per avere un’idea generale della città bisogna salire al quartiere de l’Alfama, situato sulla parte alta della città; da qui si gode una vista stupenda e ci si rende conto di cosa sia Lisbona: un equilibrato miscuglio di culture che hanno creato un capolavoro. Tutti i popoli che sono passati da Lisbona (fenici, romani, mori, iberici, etc) hanno contribuito alla formazione della sua cultura, ponendola tra le capitali più interessanti che io abbia visitato. La struttura dell’Alfama è ancora quella della kasbah (in arabo: قصبة‎, Qaṣba, cittadella, fortezza, rocca ): un intrico di strade ripide, scalinate, case con il bucato steso fuori ad asciugare, piccoli negozi di vettovaglie simili ai nostri vecchi empori, e poi antiche botteghe o buie taverne dove la sera si canta il fado. Il fado è la musica tipica del Portogallo; il suo carattere malinconico è quasi paura di essere felici. 

Pessoa diceva: 

Il fado non è né allegro né triste, è la stanchezza dell’anima forte, l’occhiata di disprezzo del Portogallo a quel Dio cui ha creduto e che poi l’ha abbandonato: nel fado gli dei ritornano, legittimi e lontani… 

Ho amato le porte di Lisbona, ne ho fotografate una cinquantina, colorate, vecchie, trasandate, kitch, meravigliose…

Elena ed io abbiamo passeggiato per la città anche a caso, senza prefiggerci mete; abbiamo usato come sempre il “bus rosso cabriolet” per fare un giro della città ed avere un’idea generica, e poi abbiamo sempre camminato. Il nostro appartamento era nel quartiere Chiado, quindi da lì siamo riuscite ad arrivare pressapoco ovunque. Eravamo alloggiate vicino alla “Livraria Bertrand”, la più antica libreria in attività del mondo, da visitare assolutamente se si passa per Lisbona.

I quartieri di Lisbona sono tanti ed ognuno ha il suo carattere, anche la parte nuova della città è bellissima, come la Baixa o Belèm o Bairro Alto ed ovviamente Alfama.

Alfama è un animale mitologico. Pretesto per sentimentalismi di vario colore, sardina che molti hanno voluto mettere sulle proprie braci, non sbarra il cammino a chi vi entra, ma il viaggiatore sente che l’accompagnano sguardi ironici.
(José Saramago)

Camminando per i vicoli si vedono grandi palazzi rivestiti da azulejos accanto a case trascurate e così trasandate che alcune sembrano sul punto di crollare; in fondo ai vicoli si trovano spesso degli spiazzi che regalano incantevoli panorami della città.

Il Castelo de São Jorge domina dall’alto il quartiere, si vede il Bairro Alto e gran parte della città ed il fiume con in lontananza il profilo del Ponte 25 de Abril ( costruito dall’ American Bridge Company, la stessa compagnia che si occupò della costruzione del famoso Golden Gate di San Francisco ) e la sagoma, a forma di croce, della grande statua del Cristo Rei, costruita sulla sponda opposta del fiume.

 Lisbona è costruita su sette colli, come la nostra Roma, i suoi colli la rendono un susseguirsi ritmico di discese e salite, tra antiche e strette stradine dalle quali si intravede quasi sempre il fiume.

Altra peculiarità di Lisboa sono i tram, molto simili a quelli che ho visto a Milano ma più colorati e più “corti”. Ho dato la caccia ai tram per tutti e quattro i giorni; ho decine di foto di tram, di tutti i colori e di tutte le età! Mia sorella non ne poteva più: li ho adorati.

Lisbona ti innamora, è attraente ed affascinante. Ha due anime: una antica legata alle tradizioni del passato e un’altra molto moderna, proiettata nel futuro. Abbiamo notato che a causa del sali e scendi delle vie si incontrano raramente delle biciclette, è stato interessante passeggiare per i vicoli e trovarsi spesso catapultate nel passato prossimo, tra i negozietti dalle insegne anni ’70 e pieni di varie mercanzie.

Lisbona non è una grande città. Anzi è la più piccola delle capitali occidentali. Pare adatta a un soggiorno breve, poco più di un week-end. Non è stipata di monumenti che devono essere assolutamente visti. Lo testimoniano i turisti che arrivano nei suoi alberghi e ripartono “prima di doversi cambiare la biancheria”. I turisti frettolosi che la visitano percorrendola a tutta velocità, nei loro bus, o che si aggirano per l’Alfama con l’unico scopo di trovare la via d’uscita dal suo labirinto di viuzze. No, Lisbona non è una città qualunque. È una città dal ritmo lento. La si può godere solo se ci si adatta a quel suo ritmo. È perfettamente in sintonia con il suo spirito starsene seduti al sole per un pomeriggio intero su un miradouro (belvedere), guardando il mare di tegole rosse, e appena più in là, più giù, le imbarcazioni che solcano le acque del Tago.
(Paul Buck)

Abbiamo vissuto la città a ritmi blandi, senza orari nè imposizioni, si mangiava quando si aveva appetito, si riposava molto e si godeva del clima mite e placido della città. Abbiamo assaggiato il baccalà ed i famosissimi “pasteis de Belèm”, abbiamo gigionato pigramente sedute al tavolino di un bar ammirando da un lato il fiume argentato e dall’altro la città disposta sui colli, con la gente che passeggiava e chiacchierava e rendeva il tutto vivo.

Tornerò a Lisbona, la sua sensualità è entrata nei miei pensieri, e si sa che quando qualcosa prende la testa diventa irresistibile!

E poi mi è venuta voglia di rileggere “Sostiene Pereira“.

…to be continued…

Una risposta su “lisbona”

Ho amato da subito Lisbona! Colorata, allegra, vivace ma con dei ritmi lenti!! Ricorderò Sempre i tram, le porte, le pasteis, ma soprattutto come dici tu sister non dimenticheremo mai il cielo blu…. sempre più blu!! Grazie❤️

"Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...