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la pietra dello scandalo

Mi sono spesso chiesta da dove arrivasse l’espressione “pietra dello scandalo” che usiamo per definire una persona che è oggetto di attenzione a causa di azioni deprecabili: oggi ho deciso di fare una ricerca su Google ed ho trovato la risposta!

L’origine di questo modo di dire è molto antica. A Roma, all’epoca di Cesare, i debitori insolventi e i commercianti falliti dovevano sottostare a una pena piuttosto umiliante mirata a togliere loro la dignità: venivano infatti esposti al pubblico ludibrio con la cosiddetta

“bonorum cessio culo nudo super lapidem”

(cessione dei beni, a natiche denudate, sopra una pietra),

durante questo supplizio morale il poveraccio doveva gridare “cedo bona” (cedo i miei averi).

Fino ad allora comunque al debitore insolvente si usava togliere la vita o la libertà, quindi Giulio Cesare ed Ottaviano Augusto, modificando le leggi contenute nelle XII tavole, mitigarono decisamente la pena destinata ai debitori.

Da questa pratica nasce anche il detto “essere sul lastrico”.

foto dal web

A Roma la pietra dello scandalo era un grande masso posto vicino al Campidoglio, ma di pietre del genere se ne trovano ancora molte in tutta la nostra penisola.

A Firenze, si può vedere una cosa simile nella loggia del Mercato Nuovo o Loggia del Porcellino (che è poi un cinghiale!!): si tratta di un tondo di pietra di marmo bicolore, una specie di ruota incassata nel pavimento. Si narra che nella splendida Firenze rinascimentale qui avvenisse “l’acculata”: i miserabili debitori e disonesti venivano trascinati alla Loggia con la forza ed il loro culo veniva sbattuto violentemente sulla pietra, a braghe calate, fra gli sberleffi e le risate di coloro che presenziavano alla punizione. I poveretti rimanevano così col “culo per terra” proprio in senso letterale, tanto che pare che l’espressione che usiamo ora per dire che abbiamo grossi problemi finanziari, nasca proprio da qui.

foto dal web

Anche Modena ha la sua “pietra dello scandalo”, anzi ha una grande pietra di forma rettangolare posta vicino al palazzo comunale, si chiama la “ringadora” e si dice che sulla pietra, ogni debitore dovesse dichiarasi tale, in giorno di mercato, dopo aver fatto il giro della piazza, preceduto dal suono di una tromba, con la testa rapata e una “mitra” in capo, costretto a

“ da dare a culo nudo suo la preda rengadora, la quale sia bene unta de trementina, tre volte digendo tre volte cedo bonis, cedo bonis, cedo bonis”.


All’epoca il debitore non era il solo a subire un affronto sulla pietra: anche chi bestemmiava poteva essere punito sulla “ringadora”.

foto dal web

Che culo!!

Avere le pezze al culo!

Essere col culo per terra!

Servirebbe una botta di culo!

FONTI:

https://www.focus.it/cultura/curiosita/perche-si-dice-pietra-dello-scandalo?

Pietra dello scandalo.

http://www.unesco.modena.it/it/organizza-la-tua-visita/link-piazza-grande/pietra-ringadora#null

https://www.romeandart.eu/it/arte-lapis-scandali.html

https://www.studiocorvi.net/blog/quando-i-debitori-erano-condannati-alla-pietra-dello-scandalo

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