Il silenzio del treno, l’aura di un hotel a luci rosse e un freddo pazzesco!
Il silenzio del treno, l’aura di un hotel a luci rosse e un freddo pazzesco!
Copenaghen, casa.
Non mia.
Ma un po’ sì.
Da anni non mi innamoro più di persone possibili.
In compenso, ogni tanto, mi innamoro di una voce, di un personaggio, di un’idea.
Forse non è una fuga.
Forse è solo un modo per non perdermi ancora!
Cercavo solo qualcosa da ascoltare mentre lavavo i piatti. Ho trovato una voce, un accento e un amore inatteso. A volte succede così: in cucina, quando tutto è finito.
Una dedica in ritardo, una gratitudine puntuale!
Alcune amicizie non fanno rumore, non chiedono conferme e non hanno scadenze (tipo lo yogurt).
Si allontanano, tornano, e quando lo fanno sembra che il tempo non sia mai passato.
Questo è un piccolo racconto proprio su “quelle lì”.
Non mi preparo a grandi rivoluzioni, mi preparo a tenere gli occhi aperti anche quando quello che vedo non mi piace, cercando il valore nell’intensità con cui viviamo le cose, non nella loro perfezione
A dicembre il tempo fa una cosa strana: rallenta e accelera insieme. Le lucine accese, i pacchetti, la tavola apparecchiata e le storie scambiate piano: ma resta una domanda…
Un ripasso inatteso mi riporta a Didone: regina astuta, fondatrice di Cartagine, capace di trasformare una pelle di bue in territorio e un limite in possibilità. Ma anche donna vulnerabile, segnata dall’arrivo di Enea e da un amore che incrina la sua lucidità politica. Tra mito, arte e geometria, Didone rivela la sua natura più profonda: una figura complessa, contraddittoria e sorprendentemente contemporanea.
La musica “moderna” non fa per me, ma forse sto solo ripetendo la solita storia… La musica cambia, noi pure. Quello che resta è il modo in cui ci abita. 🎶