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Day off!

CUCCIOLODIRUSPA

Una giornata sul lago di Garda: tra autobus, passeggiate e incontri inaspettati

Ieri era il mio giorno libero e ho deciso di fare qualcosa di diverso: lasciare a casa l’auto e scoprire il lago di Garda da una prospettiva nuova, prendendo l’autobus e camminando lungo sentieri poco frequentati.


L’autobus lento e la pazienza degli autisti

Sono salita sul 483 a Malcesine, direzione sud verso Torri del Benaco. L’autobus corre lungo la strada gardesana, stretta e panoramica, ma in estate è un teatro di pazienza, traffico e imprevisti.

Appena partiti, ci siamo trovati dietro una bicicletta… ma non una bici qualsiasi: una Graziella, la classica bici d’altri tempi. La signora che la pedalava aveva circa 80 anni, capelli grigi con riflessi lilla — forse uno shampoo antigiallo ben riuscito — e procedeva lenta, con una pedalata dolce e caparbia.

L’autobus, troppo largo per superarla sulla strada stretta, ha viaggiato dietro la signora per almeno tre chilometri, in coda e in paziente attesa.


Inseguendo i ciclisti e un incontro speciale

Poco dopo, abbiamo dovuto rallentare di nuovo per un gruppo di tre ciclisti, tra cui una signora bella in carne, come me. Ancora una volta, l’autista non poteva rischiare di superare, vista la strada trafficata in senso opposto.

Mentre osservavo la varia umanità che popolava l’autobus, ho fatto amicizia con Line, una norvegese in vacanza. Visti i miei capelli grigi, con qualche riflesso lilla, mi ha invitata – per rispetto- a sedermi accanto a lei.

Abbiamo parlato in un inglese buffo ma fluente; lei era stata qui in vacanza con marito e quattro figli, ma mentre loro si erano mossi in auto verso Milano, lei affrontava da sola il viaggio verso l’aeroporto con i mezzi pubblici. Un’avventura nella mia avventura.

Torri del Benaco

Camminando verso Crero e il ponte tibetano

Scesa a Torri del Benaco, tra il caos del mercato, ho cominciato la mia camminata. Risalendo la collina e passando per via Rossini, ho raggiunto con calmizia Crero, un piccolo borgo incantevole.

Da lì, il sentiero mi ha condotta al ponte tibetano, sospeso sopra una valle spettacolare.

Qui ho incrociato una famiglia olandese con tre bambini. Tutti in ciabatte di gomma — decisamente inadatte al terreno roccioso e alla pietraia vicina. Ogni estate si sentono storie di escursionisti impreparati, scivoloni e soccorsi d’emergenza, e questo non poteva che farmi arrabbiare un po’.

Il Ponte Tibetano

La pausa a Pai: un momento di pace fronte lago

Dopo il ponte, ho proseguito verso Pai di Sopra, sentendo il richiamo della fame.

Nel piccolo paese, un solo locale aperto, ma troppo affollato. Ho deciso di scendere a piedi lungo via Carducci, fino al centro di Pai, proprio sul lago.

Seduta fronte acqua, ho ordinato un bicchiere di prosecco fresco, dell’acqua minerale e del pesce di lago. Ho mangiato lentamente, accompagnata dallo sciabordio tranquillo delle onde. Un momento di pace raro e prezioso.

Vista lago!

Riflessioni finali: tra incoscienza e fortuna

Camminando verso casa, ho riflettuto su quanto sia complicato vivere e lavorare in un territorio così bello ma impegnativo.

Chi lavora con i turisti d’estate deve avere una pazienza infinita, e chi viene qui spesso sottovaluta i rischi o non si adatta alle strade e ai sentieri.

Eppure, oggi, mi sento fortunata. Ho vissuto una giornata piena di piccoli incontri, di paesaggi, di emozioni.

Sì, sono davvero fortunata. E contenta. Super contenta.


E tu?

Hai mai vissuto una giornata che sembrava normale, ma che, passo dopo passo, si è trasformata in un’avventura indimenticabile?

Raccontami la tua esperienza nei commenti!


Castelletto di Brenzone

3 replies on “Day off!”

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