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Sapori (ricordi e desideri)

l’albero di Natale

il mio abete in plastica, un po’ vecchiotto e pendente come la torre di Pisa

Ho fatto l’albero, anche quest’anno, nonostante avessi detto a tutti che quest’anno non aveva senso farlo in quanto nessuno sarebbe venuto a farmi visita. Poi ho ragionato tra me e me, borbottando come un pentola di fagioli, ed ho cambiato idea: l’ho montato ed adornato!

Fare l’albero è sempre stata una mia competenza, da quando mi sposai con il padre dei miei animali domestici ed iniziai a comprare decorazioni e palline ed a conservare piccoli oggetti con cui da allora addobbo il mio abete finto! Ho anche qualche sorpresa degli ovetti Kinder che risale all’infanzia di Leonardo e Riccardo. Molti anni fa, quando i miei ragazzi erano piccini ho lasciato l’albero montato e decorato in salotto per 13 mesi filati, e gli amici dei miei figli quando venivano a casa si stupivano ci fosse ancora l’albero di Natale in mostra anche se era agosto.

Amo fare l’albero di Natale ed ogni anno quando arriva il giorno dell’albero ritorno alla mia infanzia a Villa Elena: ogni anno arrivava un vero abete che veniva posizionato a piano terra nel giro scale e svettava fino al primo piano; era carico di palline colorate di quelle vintage preziose e delicate, poi avvolto da lucine multicolore e da tanti tantissimi festoni di quelli che usavano una volta dorati ed argentati! Mentre gli adulti si occupavano di ornare l’abete profumato, mia sorella ed io ci travestivamo da dive giocando con i festoni che indossavamo a mo’ di stola preziosa! Era l’albero di Natale più carico più colorato e più kitch che io abbia mai visto. Ai piedi dell’albero mio zio allestiva un gigantesco presepe, col muschio vero che odorava di bosco, tantissime casette, lo stagno e statuine a profusione, pecorelle ed animali vari, ricordo tantissimi animali da cortile! Anche nel presepe c’erano le lucine, ed una bellissima stella cometa sulla grotta della natività, ed aspettavamo la mezzanotte per mettere il bambinello nella mangiatoia. C’erano sempre anche i re Magi, lontani, posizionati nel punto più distante dalla grotta!

Quando poi con la mia famiglia ci siamo trasferiti, a fare il presepe ci pensava papà che era molto creativo e non amava i presepi tradizionali tanto che ogni anno inventava qualche stranezza, il presepe in stile “Assiro Babilonese” oppure quello costruito dentro una gigantesca damigiana; ma la volta in cui superò sé stesso fu quando radiografò la natività e donò una lastra della natività agli amici più intimi. Io conservo ancora quella lastra ed ogni anno a Natale la espongo, è il mio presepe preferito.

CUCCIOLODiRUSPA | Il presepe di George

Allora pensando a papà ed alle moltissime persone che bazzicano i miei ricordi ed i miei sogni, ho deciso di essere creativa e di addobbare il mio abete in plastica, un po’ vecchiotto e pendente come la torre di Pisa; ho acceso Spotify, scelto una playlist condivisa con una cara amica e ho impiegato oltre 4 ore per finire la mia opera. Credo sia un modo alternativo per stare insieme, i pensieri sono energia e se sono pensieri positivi si trasformano immediatamente in energie positive!

Ogni pezzo racconta qualcosa o mi ricorda qualcuno: l’angelo che sta sulla punta è un regalo di vecchi clienti dell’albergo della mia famiglia, lo portarono in dono dopo la mia nascita, quindi ha più di 53 anni; le decorazioni sono poco preziose ma per me hanno un valore inestimabile: ci sono alcuni lavoretti dei miei figli che risalgono ancora alla scuola materna, piccoli oggetti in legno che arrivano da lontano, alcuni in panno o in stoffa, altri in terracotta o cartapesta. Appendevo le decorazioni e mi tornavano in mente tutte le persone cui sono legati quei minuscoli oggetti, è stato come avere accanto a me tantissimi elfi che canticchiavano e decoravano l’abete insieme a me.

Ci ho impiegato così tanto tempo che farò fatica a smontarlo ed a riporlo, ma prometto che non lo lascerò decorato per altri 13 mesi!

2 risposte su “l’albero di Natale”

Pensavo di essere l’unica a conservare i “lavoretti”!!! Io li espongo sul pianoforte, vicino all’albero. Addobbare la casa come un centro commerciale americano, è sicuramente un po’ kitch, ma non ci rinuncerei per niente al mondo; ogni oggetto fa parte della mia vita.
Comunque complimenti, è un bellissimo albero. Buona serata.

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