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mi dissolvo

Ti restituisco il cuore.
Ti do libero accesso:
al fusibile che in lei rabbiosamente pulsa,
alla cagna che in lei tramesta nella sozzura,..

Casualmente, come spesso accade, googlando ho trovato una poesia di una poetessa che non conoscevo: Anne Sexton.

Rosaria lo Russo, sua traduttrice storica (oltre che di Erica Jong, John Donne, Sylvia Plath etc) la definisce così:

“Bella e dannata, sexy e infantile, sposata e sciupamaschi, indifesa ed esibizionista, plurisuicida con un incrollabile senso dell’umorismo, autodidatta e docente universitaria, atea e religiosa…”. 

Ho letto alcune sue poesie, in italiano e poi in inglese, ho cercato la sua storia, volevo vedere il suo volto, conoscerla. Creatura incredibile. Mi sono piaciute tutte quelle che ho letto, ma ho scelto questa poesia, tra le tante:

Al mio amante che torna da sua moglie

Lei è tutta là.
Per te con maestria fu fusa e fu colata,
per te forgiata fin dalla tua infanzia,
con le tue cento biglie predilette fu costrutta.
Lei è sempre stata là, mio caro.
Infatti è deliziosa.
Fuochi d’artificio in un febbraio uggioso
e concreta come pentola di ghisa.
Diciamocelo, sono stata di passaggio.
Un lusso.
Una scialuppa rosso fuoco nella cala.
Mi svolazzano i capelli dal finestrino.
Son fumo, cozze fuori stagione.
Lei è molto di più.
Lei ti è dovuta,
t’incrementa le crescite usuali e tropicali.
Questo non è un esperimento. 
Lei è tutta armonia.
S’occupa lei dei remi e degli scalmi del canotto,
ha messo fiorellini sul davanzale a colazione,
s’è seduta a tornire stoviglie a mezzogiorno,
ha esposto tre bambini al plenilunio,
tre puttini disegnati da Michelangelo,
l’ha fatto a gambe spalancate
nei mesi faticosi alla cappella.
Se dai un’occhiata, i bambini sono lassù
sospesi alla volta come delicati palloncini.
Lei li ha anche portati a nanna dopo cena,
e loro tutt’e tre a testa bassa,
piccati sulle gambette, lamentosi e riluttanti,
e la sua faccia avvampa neniando il loro
poco sonno.
Ti restituisco il cuore.
Ti do libero accesso:
al fusibile che in lei rabbiosamente pulsa,
alla cagna che in lei tramesta nella sozzura,
e alla sua ferita sepolta
 alla sepoltura viva della sua piccola ferita rossa 
al pallido bagliore tremolante sotto le costole,
al marinaio sbronzo in aspettativa nel polso
sinistro,
alle sue ginocchia materne, alle calze,
alla giarrettiera  per il richiamo 
lo strano richiamo
quando annaspi tra braccia e poppe
e dai uno strattone al suo nastro arancione
rispondendo al richiamo, lo strano richiamo.
Lei è così nuda, è unica.
È la somma di te e dei tuoi sogni.
Montala come un monumento, gradino per gradino.
lei è solida.
Quanto a me, io sono un acquerello.
Mi dissolvo.

Che aggiungere? Lettura forte, irriverente a tratti crudele ed incattivita, trasuda gelosia e disperazione, parole affilate nei confronti dell’altra donna, la “titolare” e di riflesso chiarissima anche la figura dell’omino, l’amante, di cui la moglie è “somma … dei … sogni”.

Per saperne di più su questa donna straordinaria ed estrema ci sono migliaia di articoli sul web, io non ho competenze per scrivere altro su di lei e sulla sua vita, ma una piccola cosa la voglio esprimere, questa donna aveva dentro un fuoco che riconosco, il male di vivere e la voglia di vivere allo stesso tempo, un dualismo proprio della sua malattia, così terribile ed affascinante. La chimica, le figlie, il sesso, l’amore, la sua spregiudicata poetica, il successo, la dipendenza … e poi la morte così teatrale e drammatica. Lei, il suo corpo nudo avvolto nella vecchia pelliccia della madre ed il monossido di carbonio.

Per me, è un’altra donna-capolavoro.

FONTI:

https://www.quotidiano.net/blog/marchi/anne-sexton-lamante-e-la-moglie-dellamante-83.26244

https://ilmanifesto.it/la-poesia-e-la-vita-incendiaria-di-anne-sexton/

http://inervidellarpa.blogspot.com/2016/05/le-poesie-di-anne-sexton.html

3 risposte su “mi dissolvo”

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