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Luoghi (anche comuni)

il profumo dei gelsomini

… un profumo inebriante, rilassante, intenso ed avvolgente, un aroma quasi sensuale…

Cosa mi è mancato?

Durante le settimane di “io resto a casa” mi sono mancate le camminate, una mancanza leggera ma insistente. Da alcuni giorni ho ripreso a passeggiare, la mattina abbastanza presto, quando pochi sono svegli e pochissimi sono attivi. 

Amo uscire e sentire il silenzio, mi piace scendere lungo la strada che conduce al lago e scorgere l’acqua dietro l’ultima curva. In questo periodo dell’anno ad accompagnarmi non ci sono solo i pensieri, il lago ed il vento, in questi giorni di fine maggio le mie passeggiate profumano di gelsomino.

Le siepi che costeggiano la pista ciclabile sono rigogliose, copiosamente fiorite e tempestate di quei piccoli fiori a forma di stella. Ci sono intere pareti di gelsomini in fiore, mi ci tufferei dentro, amo quel profumo acre ed allo stesso tempo delicato; un profumo inebriante, rilassante, intenso ed avvolgente, un aroma quasi sensuale. Mi sono resa conto di come il profumo dei fiori cambi: il mattino più fresco e fruttato, la sera e la notte invece è più forte ed intenso, a volte quasi fastidioso.

Curiosando

Nel web, mentre cercavo il testo della poesia in cui Pascoli allude a questi straordinari fiori bianchi, ho scoperto delle leggende che parlano dei gelsomini; la più conosciuta (e suggestiva) è quella che racconta di Kitza, la madre di tutte le stelle, alle prese con abiti, case di nuvole e stelline capricciose. Come in ogni leggenda che si rispetti arriva anche il Re: c’è chi viene castigato, chi esiliato e chi trasformato. I gelsomini in pratica sono delle ex-stelline impertinenti e bisbetiche, dapprima punite per la loro disobbedienza e poi trasformate in fiori profumatissimi perché è bello che le storie finiscano bene!

Di storie ce ne sarebbero altre, alcune molto carine: tipo quella che racconta di un bell’amore che vince sul divieto da parte di Cosimo De Medici di coltivare il gelsomino fuori dal granducato; come sempre i ribelli fanno la storia, qui il ribelle fu un giardiniere innamorato che trafugò un rametto di gelsomino e lo portò alla sua bella ed una volta piantato crebbe e divenne una bellissima e profumata siepe. Sembra che da allora in Toscana si aggiunga un rametto di gelsomino al bouquet della sposa come gesto di buon auspicio e prosperità!

CUCCIOLODiRUSPA | Gelsomini

A questo punto non posso esimermi dal citare anche Pascoli che, come ricordavo prima, sui gelsomini ha scritto una struggente poesia, più di cento anni fa; leggerla mi dà sempre l’idea di essere dinanzi ad un quadro impressionista, ogni strofa un’immagine ed una sensazione.

Nella realtà è un epitalamio dedicato ad un amico futuro sposo, nel quale descrive il cerchio della vita, ricorrendo a simboli e a figure retoriche a lui tanto care, creando 24 versi in cui si nota chiaramente la sua visione del sesso, del corpo femminile, amore e morte, notte e giorno…

E s’aprono i fiori notturni,
nell’ora che penso a’ miei cari.
Sono apparse in mezzo ai viburni
le farfalle crepuscolari.

Da un pezzo si tacquero i gridi:
là sola una casa bisbiglia.
Sotto l’ali dormono i nidi,
come gli occhi sotto le ciglia.

Dai calici aperti si esala
l’odore di fragole rosse.
Splende un lume là nella sala.
Nasce l’erba sopra le fosse
.

Un’ape tardiva sussurra
trovando già prese le celle.
La Chioccetta per l’aia azzurra
va col suo pigolìo di stelle.

Per tutta la notte s’esala
l’odore che passa col vento.
Passa il lume su per la scala;
brilla al primo piano: s’è spento…

È l’alba: si chiudono i petali
un poco gualciti; si cova,
dentro l’urna molle e segreta,
non so che felicità nuova.

Giovanni Pascoli
IL GELSOMINO NOTTURNO da Canti di Castelvecchio

E’ un fiore nobile, il gelsomino, è un fiore positivo.

La poesia non è tra le mie favorite, ma l’ultima quartina mi fa sempre sorridere di speranza: arriva l’alba, le corolle si chiudono un po’ sgualcite, ed al loro interno, come in un antro segreto e morbido, nasce una nuova felicità.

CUCCIOLODiRUSPA | Gelsomino e cielo

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