Non mi preparo a grandi rivoluzioni, mi preparo a tenere gli occhi aperti anche quando quello che vedo non mi piace, cercando il valore nell’intensità con cui viviamo le cose, non nella loro perfezione
Non mi preparo a grandi rivoluzioni, mi preparo a tenere gli occhi aperti anche quando quello che vedo non mi piace, cercando il valore nell’intensità con cui viviamo le cose, non nella loro perfezione
Un ripasso inatteso mi riporta a Didone: regina astuta, fondatrice di Cartagine, capace di trasformare una pelle di bue in territorio e un limite in possibilità. Ma anche donna vulnerabile, segnata dall’arrivo di Enea e da un amore che incrina la sua lucidità politica. Tra mito, arte e geometria, Didone rivela la sua natura più profonda: una figura complessa, contraddittoria e sorprendentemente contemporanea.
La musica “moderna” non fa per me, ma forse sto solo ripetendo la solita storia… La musica cambia, noi pure. Quello che resta è il modo in cui ci abita. 🎶
Un viaggio nella campagna reggiana alla ricerca di un passato che riposa. Dal cimitero di campagna alla magnificenza schiacciante della Sala dei Giganti a Mantova, riflessioni…
Niente Bucarest bensì: il Lago di Cei, un panino col formaggio e la voglia di stare fuori!
Ed è proprio tra le tane delle talpe, sdraiata su una chaise longue di pietra, che ho pensato che per me, oggi, il viaggio è stato smettere di correre e sentirmi Paolina Bonaparte in giacca a vento fuchsia!
Ieri alle Poste, server bloccato e varia umanità ad ogni sportello: chi sposta milioni, chi spedisce pacchi, chi sospira… e io che invoco la mia santa preferita: la Pazienza.
A volte sogno il teletrasporto, per andare in Giappone: tra ciliegi, bagni pubblici perfetti, komorebi e un senso di civiltà che sa di semplicità. Un viaggio immaginario, tra Perfect Days, Myazaki, e qualche ricordo di Goldrake.
Una camminata in cerca dell’autunno, e l’ho trovato nei colori caldi del bosco. Mentre Molveno si prepara all’inverno, ho passeggiato canticchiando, anche per distrarmi dai cartelli…
La mia anima “solare ma lunatica” si rispecchia nel fascino ancestrale della Luna. La esploro attraverso versi e note indimenticabili. Perché la Luna non è solo romanticismo, ma uno specchio della mia parte più selvaggia, emotiva e -perché no-affascinante.
Un viaggio tra empatia, ascolto e curiosità nell’era dei pixel. Dalle ombre di Platone alle dune del Sahara, una riflessione su come la gentilezza possa diventare una forma di resistenza quotidiana.