Nel 1975 il nome di Pasolini aleggiava in casa mia come un segreto di cui “non si parla davanti ai bambini”.
Oggi, riascoltando la storia della sua morte grazie a un podcast, mi chiedo quanto i tempi siano cambiati davvero.
Nel 1975 il nome di Pasolini aleggiava in casa mia come un segreto di cui “non si parla davanti ai bambini”.
Oggi, riascoltando la storia della sua morte grazie a un podcast, mi chiedo quanto i tempi siano cambiati davvero.
Niente Bucarest bensì: il Lago di Cei, un panino col formaggio e la voglia di stare fuori!
Ed è proprio tra le tane delle talpe, sdraiata su una chaise longue di pietra, che ho pensato che per me, oggi, il viaggio è stato smettere di correre e sentirmi Paolina Bonaparte in giacca a vento fuchsia!
Succede che parcheggi orgogliosa dopo 1.783 manovre, ti senti brava, e poi… sabato mattina scopri che la tua auto ha deciso di fare un giro in carro attrezzi.
Una storia di distrazioni, multe e pesi (non solo quelli delle auto).
Ieri alle Poste, server bloccato e varia umanità ad ogni sportello: chi sposta milioni, chi spedisce pacchi, chi sospira… e io che invoco la mia santa preferita: la Pazienza.
Andare a fare la spesa e tornare a casa con l’autostima a mille e con la consapevolezza che il mondo è bello e vario
Ho trovato un voucher Ryanair nel fondo del cassetto, ho guardato il conto corrente e ho detto: “VORREI MA NON POSSO”, e subito dopo “Perché no?”.
Così nasce il mio viaggio (ancora solo nella testa) verso Bucarest: panchine filosofiche, castelli con nomi sbagliati, zuppe d’aglio e sogni a basso costo ma ad alto spirito.
A volte sogno il teletrasporto, per andare in Giappone: tra ciliegi, bagni pubblici perfetti, komorebi e un senso di civiltà che sa di semplicità. Un viaggio immaginario, tra Perfect Days, Myazaki, e qualche ricordo di Goldrake.
Una camminata in cerca dell’autunno, e l’ho trovato nei colori caldi del bosco. Mentre Molveno si prepara all’inverno, ho passeggiato canticchiando, anche per distrarmi dai cartelli…
Avevo mille buoni propositi per il mio giorno libero. Sono finita a cantare “Sarà perché ti amo” nel traffico con mia madre e due pasticcini di troppo nello stomaco..
Certe giornate non sono perfette, ma sono impareggiabili
La mia anima “solare ma lunatica” si rispecchia nel fascino ancestrale della Luna. La esploro attraverso versi e note indimenticabili. Perché la Luna non è solo romanticismo, ma uno specchio della mia parte più selvaggia, emotiva e -perché no-affascinante.