🌍 La Scelta di andare..
Dopo la disavventura del parcheggio (e della mia memoria un po’ distratta), avevo promesso a me stessa che avrei cambiato aria.
Non troppo, eh — solo quel tanto che basta per ritrovare il sorriso.
Così ho deciso di salire verso il Lago di Cei, in Trentino.
La strada attraversa la Val di Gresta, una valle che è un grande orto all’aperto: campi ordinati, cavoli, insalate, terra buona e gente pratica.
Ogni volta che passo davanti al cartello di Ronzo-Chienis sorrido — chissà se gli abitanti li chiamano “ronzini”?
Scherzi a parte, la valle è davvero bellissima in queste soleggiate giornate autunnali. Da lì si sale verso Passo Bordala, tra boschi che profumano di legna, e poi si scende dolcemente verso la Val Lagarina.
☕ Il Doppio “Deposito” (E la Pausa Caffè)
Prima, però, una deviazione d’emergenza: ad Aldeno, per due versamenti urgenti — uno all’ufficio postale per caricare la postepay, e uno in bagno per fare pipì (nell’ordine che preferisci).
Dopo il doppio “deposito”, mi sono regalata un caffè al bar del paese, servito al banco con le chiacchiere del mattino degli avventori abituali.

Poi via, finalmente, al Lago di Cei.
Lì l’autunno aveva deciso di fare spettacolo: il bosco di faggi, la luce che filtrava tra i rami, il silenzio quasi perfetto. I colori erano strepitosi.
Ho camminato fino alla chiesetta di San Martino, e mi è venuto da ridere — proprio oggi è l’11 novembre, il giorno della nebbia “agli irti colli”, e invece c’era un sole da cartolina.
👑 Paolina Bonaparte Con la giacca a vento fuchsia
Al ritorno dalla camminata nel bosco, mi sono fermata in riva al lago; nel prato c’erano qua e là piccoli monticelli di terra — le tane delle talpe, che sembravano dei mini-vulcani.
E proprio lì, tra le talpe e l’acqua ferma, ci sono delle chaise longue di pietra bianca, (probabilmente sarà marmo) moderne, bellissime, un po’ fuori posto eppure perfette.
Mi sono sdraiata su una e, per un attimo, mi sono sentita Paolina Bonaparte: stessa posa, stessa eleganza — solo con il piumino con la giacca a vento fuchsia e un panino col formaggio al posto della toga.
Il chiosco e le malghe sono chiusi durante la settimana. Però io mi ero attrezzata con un paio di paninini e delle castagne.
E lì, stesa sulla pietra fredda ma felice, ho pensato che Bucharest può aspettare.
Mi sono auto-convinta che non serva attraversare mezza Europa per sentirsi altrove: basta cambiare sguardo, rallentare, respirare.
Il viaggio, spesso, comincia proprio dove smetti di correre.
“Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi.”
— Marcel Proust
🎧 Colonna sonora consigliata: “Immigrant Song” – Led Zeppelin (Perché ….. Aaaa–Aaaa!)
Nota personale: quindi oggi niente aeroporto. Solo cielo, lago e un panino col formaggio. Il ritorno è stato altrettanto poetico, ho pensato di cambiare strada, scendere a Rovereto ammirando, tornante dopo tornante, la val d’Adige. Arrivata al “mio” lago, mi sono fermata a Torbole, la luce era strepitosa!

