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Andata col bus, ritorno con la Micra!

Verso Sud
Verso Nord


Due settimane fa, la mia amica Susanne ed io avevamo un’idea tanto nobile quanto semplice: un tour culturale che avrebbe toccato una delle mete più incredibili che abbiamo in Italia: il Vittoriale.

Ma si sa, le auto hanno un’anima tutta loro. E la mia, evidentemente, aveva un’opinione diversa sulla meta che avevamo scelto.
Dopo aver fatto il giro che passa da Riva del Garda, superato Limone, ci siamo rese conto che era giunto il momento di una pausa.

Dove? La scelta è caduta su Gargnano, che sia la Danese sia io non conosciamo.
Però la mia macchina ha deciso che era giunto il momento di dirmi addio, o almeno, addio alla sua frizione. Proprio quando avevamo pensato di fermarci a far colazione, la mia auto ha optato per una sosta. E non una di quelle che si sceglie, una di quelle forzate. Ahahahahah!

Panico e testardaggine!

Per fortuna, abbiamo chiamato un meccanico gentilissimo che ha gestito la situazione. E noi? Beh, abbiamo continuato la nostra avventura.
La macchina in officina e l’avventura in autobus!

Recupero auto nella sponda ovest

Stamattina, finalmente, sono tornata a Gargnano, anzi, a Villa di Gargnano per la precisione, per ritirare la mia auto.

Il viaggio è iniziato a Malcesine, a bordo di un autobus. Ma come ogni avventura che si rispetti, anche questa ha avuto il suo ostacolo. La biglietteria era chiusa: alle 07:00 del mattino è logico.
Niente panico. Ho pensato di scaricare un’app, caricarla con i soldi che avevo tramite Satispay e fare il biglietto online.
Arrivata a Riva del Garda, ho dovuto scendere e cambiare mezzo e poi anche chiedere il biglietto per la tratta successiva che mi avrebbe portata a Villa di Gargnano. Entro in biglietteria e l’addetto alle vendite, molto simpatico, mi dice che no, non può darmi il biglietto. Motivo? È di un’altra azienda.

FULMINI E SAETTE, SANTI E AFFINI!

Sgrunt


E così, sono salita sull’autobus, pronta a fare il biglietto a bordo. E chi c’era alla guida? Un autista albanese simpaticissimo, con la classica “R” che rotola. Era francofono, quindi ci abbiamo messo un po’ a capirci, ma alla fine ha emesso il biglietto, problemi col resto, la stampante che tentennava, insomma TUTTO OK! Nel mentre, lui mi chiede: “Ma perché non l’hai fatto in biglietteria? Avresti speso meno!” SGRUNT!

Parole parole parole

Alla fine, la conversazione è diventata più importante del biglietto. Mi sono seduta davanti, in pole position, e ho chiacchierato per tutto il viaggio. Mi ha raccontato un sacco di cose, era divertito, e mi ha posto molte domande. Voleva anche sapere perché le case cantoniere si chiamino così, e io non lo sapevo. Ho cercato su Google e ho trovato la risposta.

Un caffè al bar di paese e la bellezza del ritorno

Finalmente sono arrivata a Villa di Gargnano. Ho ritirato la mia macchina nell’officina del Loris e Marzia mi ha trattata benissimo. Ho fatto i miei complimenti per il lavoro fatto e per l’accoglienza, e poi sono andata a bere un caffè nel bar accanto.
Era un bar di paese, di quelli dove la gente si ferma, chiacchiera, si prende il tempo di vivere. Non sono abituata, visto che di solito in stagione tutti vanno di fretta (me compresa), e non ci prendiamo mai il tempo per conversare! Ho offerto un caffè al meccanico e poi, finalmente, sono ripartita.

La bella bellezza

Foto random


Il ritorno è stato magnifico, ero sulla Gardesana Occidentale ed avevo la possibilità di godermi il panorama. Il traffico era scorrevole perciò ho potuto concentrarmi completamente sulla bellezza del paesaggio che si apriva davanti a me. Attraverso le gallerie, ho potuto osservare la sponda dove vivo dalla prospettiva opposta: la costa di Malcesine, Campagnola, Navene, Tempesta e le montagne circostanti.


Ho anche riflettuto su un aspetto meno piacevole di questa avventura: le difficoltà che un turista straniero potrebbe incontrare. Mi sono chiesta come un viaggiatore non del posto avrebbe potuto fare il biglietto, navigando tra app e biglietterie chiuse. Ho capito che a volte, in Italia, siamo un po’ carenti sotto questo aspetto. Ma poi ho osservato il panorama, la bellezza impagabile del lago e delle sue montagne, e mi sono detta che forse, da noi, le complicazioni logistiche si pagano con la bellezza.
Mi sono sentita davvero bene guidando- guardando- sognando, e ho pensato ancora una volta a quanto sono fortunata.

Ora, non mi resta che prepararmi per andare il lavoro e pensare alla prossima avventura.

Malcesine

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