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Cronache di un lunedì libero (con vichinga al seguito)

Una giornata libera, una vichinga danese, un battello, un autobus affollato e uno spaghetto allo scoglio che meritava l’Oscar. Cronache semiserie di un lunedì di luglio

Malcesine

Lunedì set me free!

Lunedì. Non si lavora. Amen.
E come ogni lunedì che si rispetti, ho acceso la modalità “vivi e lascia vivere”.
Il che, tradotto, vuol dire: pranzo vista lago con la mia amica vichinga, giri turistici senza fretta e tanta, tanta leggerezza.

Susanne, la mia danese del cuore (e delle recenti disgrazie meccaniche), è ancora qui. Dopo che la frizione della macchina ha deciso di mollarci nella scorsa avventura, oggi abbiamo pensato: niente sbatti, niente strade, niente imprevisti. Solo sole (che non c’era), lago (che c’era) e un piano molto chill e challa.

Partenza easy: spaghetto allo scoglio a Malcesine, in quel ristorantino con vista castello che amiamo.
Niente dolce: abbiamo deciso di andare a prenderlo in modalità “battello con vista”

Saliamo sulla motonave con aria da esploratrici di fine Ottocento. Itinerario: Malcesine → Limone (senza scendere) → Torbole (senza scendere)→ Riva del Garda.
Obiettivo: Eiskafee formato gigante.

Partenza da Malcesine

Il panorama? Un mix tra saga fantasy nordica e cartolina vintage.
Il cielo era grigio metallico, il lago a volte argento a volte verde caraibico, le montagne verdissime e teatrali. Limone, dall’altra parte, sembrava costruita tirando le case come dadi sulla montagna. Pochi umani, qualche barchetta a vela… una meraviglia un po’ malinconica, perfetta.

Limone

A bordo: crociera internazionale. Danesi, olandesi, tedeschi, polacchi, italiani. A Torbole addirittura una regatina di barche a vela monoposto, che ci ha fatto sentire spettatrici di una mini Olimpiade (anche se non ho capito cosa fossero e so già che qualcuno mi cazzierà)

Dal battello verso Torbole

Sbarcate a Riva del Garda, abbiamo subito affrontato la doppia emergenza: bagno e caffè.
(In quel preciso ordine.)
Abbiamo quindi scelto un bar strategico, consumato due caffè onesti e risolto ogni questione idraulica senza ricorrere ai bagni pubblici (che comunque rispetto).

Ovviamente abbiamo divorato senza sensi di colpa un enorme gelato con panna ed osservato il mondo attorno a noi!

Gelatino

Riva del Garda era piena di gente: turisti da ogni latitudine, lingue che si mescolavano come gusti di gelato sbagliati ma straordinariamente interessanti (tipo quando mischi le creme con la frutta e pensi: blah!! Ma invece è una delizia!!!).
Abbiamo camminato un po’, annusato l’atmosfera… e poi, colpo di scena abbiamo preso una decisione: niente battello per il ritorno.

Varia amenità, varia umanità!!!

Abbiamo deciso di prendere l’autobus!

Errore!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

All’inizio sembrava tutto sotto controllo: salite tra le prime, posti liberi yeee …poi, fermata dopo fermata, la scatola si è riempita. Sardine umane con zaini, bambini, accenti marcati e malcelata insofferenza.

Vicino a me, una ragazza olandese che sembrava uscita da un reality show: voce altissima, niente senso dello spazio personale, e un talento straordinario nello storpiare ogni nome di paese.
Tòrbole, Campagnòla, Malcesìn.
Sembrava stesse chiamando Pokémon.

Io e Susanne, schiacciate e un po’ pentite di non essere tornate a nuoto, abbiamo comunque riso tantissimo.

In conclusione: giornata stupenda. Il lago è sempre una gioia per gli occhi, anche se ormai ha più turisti del Louvre.
Sì, sono un po’ snob e vorrei strade vuote e silenzi lunghi — ma mi conosco: se fosse tutto deserto, mi lamenterei della solitudine.

arRIVAndo a Riva del Garda

Adesso pisolino. Poi riunione (per ricordarmi che sono una persona seria).
Nel frattempo: grazie vita, grazie amica vichinga, grazie autobus della follia.

Alla prossima avventura, lunedì OFF COURSE!


Se ti va di dirmi qualcosa, fallo!!! 😂

3 replies on “Cronache di un lunedì libero (con vichinga al seguito)”

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