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agnese dolce agnese

adesso che ci penso non ti ho mai baciata…

Agnese dolce Agnese è il titolo del settimo album di Ivan Graziani, musicista abruzzese entrato nell’immaginario collettivo con la sua voce dolce, la sua chitarra gentile ed i suoi occhiali rossi. Io lo ricordo come un chitarrista superlativo e dopo aver letto svariati articoli ho scoperto un artista a trecentosessanta gradi. Graziani non è stato solo un cantautore, ma anche un appassionato disegnatore, illustratore diplomatosi nel 1968 all’Accademia di Urbino. La forza innovatrice che ha portato la sua musica, forse non è stata mai capita fino in fondo, infatti è una figura atipica nel nostro panorama musicale. Il suo grande pregio è di aver rinnovato la musica italiana degli anni ’70 affiancando le sonorità tipiche del rock d’oltremanica al nostro folklore. Ivan negli anni ’70 frequentava gli studi della celebre etichetta Numero Uno di proprietà del duo Battisti-Mogol e proprio mentre suonava in studio con altri straordinari musicisti, viene casualmente notato da Battisti, tra i primi a credere in lui tanto da volerlo per le incisioni del suo album La chitarra, il contrabbasso, etc. del 1976. Ivan vanta tante collaborazioni, tra le tante ricordo quelle con Herbert PaganiPremiata Forneria Marconi, Francesco De Gregori, Bruno Lauzi ed Antonello Venditti. Fu un talentuoso chitarrista, un artista fuori dagli schemi impossibile da etichettare e capace come pochi di raccontare tante storie di provincia in modo assolutamente personale, inimitabile. Storie di donne, di artisti finiti ma anche storie noir di morti e di assassini, di outsiders, di sesso e immoralità. Ivan Graziani non è mai stato un artista commerciale, ma ha sempre proposto brani indimenticabili, a mio parere meriterebbe di essere ricordato maggiormente. Chi, tra i nati a fine anni ’70 non ha mai canticchiato Canzone triste (Firenze lo sai non è servita a cambiarla) o Lugano addio oppure Pigro o anche la fantastica Taglia la testa al gallo e Il chitarrista e tante altre ancora???

Copertina di Agnese dolce Agnese
Copertina di Agnese dolce Agnese per Cucciolodiruspa

Agnese, una struggente ballata inserita nell’album Agnese dolce Agnese, risale al 1979 quando io avevo 12 anni: ne sono trascorsi più di quaranta ed è ancora meravigliosa; in questa canzone il cantautore per la melodia prende spunto dal tema del Rondò della Sonatina in Sol maggiore opera 36 numero cinque di Muzio Clementi e ci scrive sopra un testo melancolico, nostalgico e delicato, come solo lui sa fare.

CUCCIOLODìRUSPA | Da YouTube la Sonatina di Clementi

Questa sonatina non ha ispirato solo Ivan Graziani, anzi, nel 1965 due autori statunitensi scrissero A groovy kind of love un pezzo inciso da numerosi cantanti ma di cui io ricordo solamente la versione di Phil Collins del 1988. Ma non basta, ho scoperto che anche i Camaleonti hanno cantato nel 1966 una versione in italiano di A groovy kind of love, il pezzo si intitolava Non c’è più nessuno. Tornando al cantautore dagli occhiali rossi, egli scrisse su quella melodia un testo che descrive ad immagini il rimpianto per qualcosa che ha perso, flash-back e ricordi dolci e amari di una donna mai dimenticata e mai baciata. SIGH! Un’altra chicca è il riferimento musicale contenuto nel primo verso della canzone, che richiama esplicitamente George Harrison e i Beatles di While My Guitar Gently Wheeps.

Quando si ascolta Agnese le immagini sono chiare, quasi fotografiche: un uomo solo, in un posto che non gli appartiene, che ricorda il passato, una compagnia di giochi e di gite in bicicletta, in spiaggia sulla sabbia, durante una calda e luminosa estate; immagino la ragazza abbronzata, ed il ricordo stona con la realtà che sta vivendo lui in una città grigia. Gli tornano in mente le confidenze di lei e la propria reazione impacciata dovuta forse all’inesperienza dell’età, e si rende conto di non aver scordato tutti quei momenti e di aver un rimpianto, quello di non averla mai baciata.

Il testo di Agnese

Se la mia chitarra piange dolcemente
stasera non è sera di vedere gente
e i giochi nella strada che ho chiusi dentro al petto
mi voglio ricordare
Io penso ad un barcone rovesciato al sole
in un giorno in pieno agosto le biciclette in riva al mare
Agnese mi parlava e la sabbia era infuocata
ed io non so perché non l’ho dimenticata

Lei mi raccontava di quello che la gente
diceva del suo corpo con malizia ed allegria
ed io che sto provando le cose che provavo ieri
non ho capito ancora
se è gelosia, se sono prigioniero
di questo cielo nero e di un ricordo che fa male
e se continuo a bere i miei liquori inquinati
è vero che quei giorni non li ho dimenticati

È uscito un po’ di sole da questo cielo nero
l’inverno cittadino sembra quasi uno straniero
Agnese dolce Agnese color di cioccolata
adesso che ci penso non ti ho mai baciata

Agnese dolce Agnese color di cioccolata
adesso che ci penso

Io vado in bicicletta per sentirmi vivo
alle 5 di mattina con la nebbia nei polmoni
però non c’è più Agnese seduta sul manubrio
a cantar canzoni a cantar canzoni

CUCCIOLODìRUSPA | Da Youtube, Agnese… ❤

Ogni volta che la ascolto, penso a tutti i baci che non ho dato, per timidezza, per insicurezza o per non rovinare tutto….

PER CHI VUOLE APPROFONDIRE:

https://www.storiedicanzoni.it/2020/02/03/ivan-graziani-agnese/

https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2019/12/31/ivan-stupendo-testardo-osteggiato-dai-discografici-e-sepolto-con-la-chitarra/5644457/

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