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mai mai maaaai Delilah

la musica drammatica e dal retrogusto latino enfatizza debitamente la storia narrata dalla canzone

Delilah e La Nostra Favola: quando la gelosia- tradotta diventò una canzonetta

Ci sono canzoni che ti restano addosso come un profumo dimenticato — dolci, ma con un retrogusto pericoloso.
“Delilah”, uscita nel 1968 nel Regno Unito, è una di queste.

A cantarla è Tom Jones, ex minatore gallese, una voce che sa di carbone e di whisky, un’energia da palco che neanche i marziani di Mars Attacks! riuscirono a contenere.
Dietro il ritmo drammatico e un po’ latino della canzone, però, c’è una storia nerissima: un uomo che sospetta il tradimento della sua compagna, la spia, la coglie sul fatto e — accecato dalla gelosia — la uccide.
Poi, come se bastasse, chiede perdono.

“I saw the light on the night that I passed by her window…”
“Vidi la luce accesa la sera che passai davanti alla sua finestra…”

Un omicidio in tre strofe e due ritornelli.
Oggi la chiameremmo una canzone sul femminicidio — ma nel 1968 non esisteva ancora quella parola, e tutto veniva archiviato come “una tragedia passionale”.

🎙️ Tom Jones, voce del delitto

Tom Jones è credibile nei panni dell’uomo tradito: drammatico, intenso, disperato al punto giusto.
La canzone, scritta da Barry Mason e arrangiata da Les Reed, si arrampica tra la passione e la follia, fino al gesto estremo.
Un noir cantato, con tanto di coltellata in 4/4.

Ma la parte più affascinante — e più italiana — arriva dopo.

🇮🇹 E in Italia? Arriva la favola (ma senza Delilah)

Da noi, nello stesso anno, la canzone viene tradotta — si fa per dire — con un titolo che è già tutto un programma:
“La nostra favola”.

A cantarla è Jimmy Fontana, e al posto del dramma di sangue troviamo un re, una regina, un castello e quattro pareti “più grigie del fumo di un treno”.
Una favola d’amore tenerissima, quasi ingenua.
La Delilah che rideva beffarda scompare, sostituita da una principessa devota.
Lui non uccide più: promette solo di non lasciarla “mai mai mai da sola”.

E così, da un delitto nasce una fiaba.
Un piccolo miracolo di censura e zucchero filato.

🩰 Due cuori e una bugia

Non credo che questa riscrittura nasca da un nobile intento di proteggere le donne — più probabile che fosse una forma di pudore collettivo.
Nel 1968, in Italia, le passioni troppo carnali non andavano bene, e la violenza andava nascosta sotto una mano di vernice bianca.
Meglio l’amore, meglio “due cuori e una capanna”.

Io però questa canzone la ricordo bene, e in una versione ancora più surreale:
ero piccolissima e la cantavo a modo mio.
In una vecchia cassetta, chissà dove, c’è la mia voce di bambina che intona:

“Mai mai maaaaaai ti accccciooo… mai mai maaaaaai accccciolaaaa!”

Una Delilah domestica, inconsapevole e super intonata!!!


🎧 Colonna sonora consigliata:
🔹 “Delilah” – Tom Jones (1968)
🔹 “La nostra favola” – Jimmy Fontana (1968)
🔹 “Where the Wild Roses Grow” – Nick Cave & Kylie Minogue (1995): una versione moderna, malinconica e consapevole dello stesso tema.


💭 Verso per chiudere

“Ogni canzone è una storia: ma dipende da chi la racconta e da quanto zucchero ci mette sopra.”

CUCCIOLODiRUSPA | Dal Radiocorriere TV n° 38 del 30-06-68
CUCCIOLODiRUSPA | Tom Jones e Jimmy Fontana

LA NOSTRA FAVOLA

C’era una volta
un bianco castello
fatato
un grande mago
l’aveva stregato
per noi
sì io ti amavo
tu eri la mia regina
ed io il tuo re

Mai mai mai
ti lascio
mai mai mai
da sola
e per noi
mai niente
più cambierà
tu sarai sempre
regina ed io il tuo re

Quattro pareti
più grigie del fumo
di un treno
questo è il castello
che io posso fare
per te

Sì tu mi ami
come se fossi per te
un vero re

Mai mai mai
ti lascio
mai mai mai
da sola
e per noi
il tempo si fermerà
tu sarai sempre
regina ed io il tuo re

Sì tu mi ami
come se fossi per te
un vero re
mai mai mai
ti lascio
mai mai mai
da sola
e per noi
il tempo si fermerà
tu sarai sempre
regina ed io il tuo re

Tu sarai sempre
regina ed io il tuo re

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