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la fata

La fata della canzone è proprio la fatina azzurra della favola di Collodi ma è anche un delicato e tragico ritratto femminile…

“La Fata” è una canzone di Edoardo Bennato, inserita nel suo album “Burattino senza fili” dell’anno 1977.
Il disco “analizza, critica e sentenzia su alcuni importanti aspetti sociali e filosofici che interessano la vita sulla falsariga della storia del burattino di Collodi“.

Per dare un’idea ai più giovani di cosa accadesse in quegli anni, voglio ricordare che nel 1977 la legge sul divorzio era stata introdotta da 7 anni (il giorno 1 dicembre 1970) e solamente da 3 aveva superato anche il referendum abrogativo (referendum voluto dagli antidivorzisti nel 1974). Sempre in quegli anni il reato di violenza sessuale era considerato un reato contro la morale e non contro la persona ed il delitto d’onore era ancora riconosciuto. Praticamente quando un uomo uccideva una donna in qualche modo a lui legata (moglie, sorella, madre, amica, amante, concubina) rea di avere un comportamento sconveniente, affrontava sì un processo, ma con delle attenuanti che ne giustificavano l’atto.

Non parlo del medioevo, parlo di pochi decenni fa.

Allora era ancora in vigore il matrimonio riparatore. Se una donna nubile subiva violenza (e ripeto che all’epoca era considerato reato contro la morale e non contro la donna che veniva considerata ugualmente colpevole) l’onore agli occhi dell’opinione pubblica si sarebbe salvato sposando lo stupratore.

Ripeto, non mi sto riferendo a leggi in vigore in epoca medievale! La società era spietata, l’altrui giudizio era importante tanto quanto le pesanti parole degli altri nei confronti delle sciagurate. Quante volte si sentiva dire “chissà cosa penserà la gente” .

CUCCIOLODiRUSPA | Frase dalla canzone “LA FATA”

Se una donna non si sposava e non aveva figli veniva considerata incompleta, inutile e meno donna (e non è che al giorno d’oggi sia molto diverso).

Come se “trovare” marito sia da fare perché la fanno tutti, perché è un dovere sociale e non perché ci si innamori e si pensi che quello sia l’uomo giusto. Un po’ come se si uscisse di casa, si andasse sul Baldo a cercare funghi e poi si portasse a casa tutto quello che si trova: se i funghi sono velenosi, amen!

Bennato nella sua poetica è sempre stato vicino alle figure degli oppressi, e in questo album “Burattino senza fili” si rifà alla storia di Pinocchio. La fata della canzone è la fatina azzurra della favola di Collodi ma è anche un delicato e tragico ritratto femminile che vuole ricordare quanto sia sottile, vulnerabile e labile per una donna il confine tra essere considerata fata o passare per strega.

La donna comunque non è né fata né strega. La donna è donna e ha un nome e un cognome. Troppo volte dietro le parole fata, strega e anche donna nell’attuale discorso politico viene meno la persona. Le persone hanno un nome e un cognome.

Ancora oggi viviamo in una mondo che non perdona alla donna di contravvenire al ruolo assegnatole da una società prettamente maschilista.

CUCCIOLODiRUSPA | Gina Lollobrigida, la Fata Turchina

La fata, è ispirata naturalmente al personaggio della Fata Turchina, unica figura femminile di riferimento nell’originale collodiano, dove già incarnava la dolcezza, l’affetto materno, la disposizione al perdono; qui essa è letta in chiave contemporanea, rappresentando a livello universale la parte premurosa e amorevole della donna, custode della fantasia e del suo diritto. Ma paradossalmente, proprio colei che nella società ha più bisogno di amore e di protezione, è sempre quella che paga di più; l’amore naturale e spontaneo che lei riserva al prossimo, è perciò ricambiato con falso amore di facciata che cela ben altri intenti.”

C’è solo un fiore in quella stanza
e tu ti muovi con pazienza
la medicina è amara ma
tu già lo sai che la berrà

Se non si arrende tu lo tenti
e sciogli il nodo dei tuoi fianchi
che quel vestito scopre già
chi coglie il fiore impazzirà

Farà per te qualunque cosa
e tu sorella e madre e sposa
e tu regina o fata, tu
non puoi pretendere di più

E forse è per vendetta
e forse è per paura
o solo per pazzia
ma da sempre
tu sei quella che paga di più
se vuoi volare ti tirano giù
e se comincia la caccia alle streghe
la strega sei tu.

E insegui i sogni da bambina
e chiedi amore e sei sincera
non fai magie, né trucchi, ma
nessuno ormai ci crederà

C’è chi ti urla che sei bella
che sei una fata, sei una stella
poi ti fa schiava, però no
chiamarlo amore non si può

E forse è per vendetta
e forse è per paura
o solo per pazzia
ma da sempre
tu sei quella che paga di più
se vuoi volare ti tirano giù
e se comincia la caccia alle streghe
la strega sei tu.

C’è chi ti esalta, chi ti adula
c’è chi ti espone anche in vetrina
si dice amore, però no
chiamarlo amore non si può

POST SCRIPTUM 1: link con un articolo mooolto interessante:

POST SCRIPTUM 2: Ho scelto questa canzone perché la trovo adattissima per far capire qualcosa sulla condizione femminile, anche per la vicinanza al 25 di novembre in cui si Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

2 risposte su “la fata”

Purtroppo sembra che dal Medioevo non sia cambiato poi molto. La donna è ancora discriminati, in società, sul lavoro… Quanti capi di stato vediamo? Quante donne occupano posti importanti? C’è ancora molta strada da fare.

… ma da sempre
tu sei quella che paga di più
se vuoi volare ti tirano giù
e se comincia la caccia alle streghe
la strega sei tu.

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