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Amburgo: ghiaccio bianco, mattoni rossi

Il silenzio del treno, l’aura di un hotel a luci rosse e un freddo pazzesco!

Alcuni viaggi iniziano quando atterri, con quel senso di fretta e i bagagli che girano sul nastro. Ed altri che iniziano non appena ti siedi vicino al finestrino di un treno.

Da Copenaghen ad Amburgo siamo partite così. Susanne, io, i binari, il coffee to go, il silenzio del mattino e una stazione che si allontana piano piano. È questo che amo del treno: vedi il mondo trasformarsi davvero. Non lo sorvoli, lo attraversi centimetro per centimetro.

Fuori, i campi erano bianchi, coperti di neve compatta, quella che sembra non volersene andare mai. Laghetti ghiacciati che riflettevano un cielo pallido. Ogni tanto, in mezzo al nulla, vedevi qualche “Bambi” immobile, come una statua, a guardar passare il convoglio. In treno si viaggia più lentamente, è una lentezza buona, è tempo per pensare, per guardare, per lasciarsi cullare.

Un freddo prepotente

Amburgo ci ha accolte con un freddo di quelli che ti entrano nelle ossa e non ti mollano più. -8 gradi, che con il vento diventavano percepiti -15. Le poche persone che incontravamo per strada erano “dentro” i loro vestiti, ognuno con la propria strategia di sopravvivenza: piumini che sembravano armature e sciarpe tirate su fino a lasciare liberi solo gli occhi. Eppure la città, all’interno dei locali, nei negozi, era viva e brulicante di frenesia.

Amburgo dal Bus Rosso

E lì ho compreso la saggezza di quella frase che avevamo sentito in sala d’aspetto a Fredericia, mentre aspettavamo la coincidenza per Flensburg.

“Non esiste tempo sbagliato. Esiste abbigliamento sbagliato.”

Mi sono convinta che sia vero: in tutto il nord Europa: Scandinavia, Paesi Bassi, Germania, etc, l’abbigliamento GIUSTO è una questione di sopravvivenza!

Mattoni rossi e sotterranei

Abbiamo guardato Amburgo anche dall’alto del bus rosso, il classico hop on hop off. Eravamo lì, sedute e infagottate, col naso gelato ma gli occhi che non volevano perdersi niente. I quartieri sono così eleganti, ordinati, con quel verde che resiste nonostante tutto. Il porto è sontuoso, imponente; la zona della Speicherstadt è strepitosa con quei palazzi in mattoni rossi che hanno un fascino industriale pazzesco, un’aria solida, concreta.

Amburgo

Siamo riuscite anche a visitare il tunnel sotto l’Elba: scendere lì sotto è come fare un salto in un’altra epoca. Piastrelle, eco di passi, storia che rimbomba intorno. Fuori il ghiaccio, dentro una vertigine strana.

Dentro l’Alter Elbtunnel

Camminavamo lentamente, quasi passeggiando e, diciamocelo, facevamo un sacco di pause nei caffè. Anche per necessità fisiologiche, perché il freddo, si sa, aumenta i pit stop in modo esponenziale. Inutile fare i raffinati, è la realtà!

L’appetito non manca

La sera del primo giorno, prima di rintanarci al caldo della Schiffer Börse, ci siamo fermate per un aperitivo vicino alla Mönckebergstraße. Siamo finite nel bar del teatro, il Thalia, un posto dall’atmosfera splendida, quasi magica. Intorno a noi c’era un silenzio pieno di vita: coppiette, amiche, studenti. Un microcosmo di pace.

Poi, il dramma. Ordino una birra in bottiglia e mi arriva… calda. Ma calda davvero! Sono rimasta stercofatta. In Germania? Ma poffarbacco! Mi è scesa la poesia in un sorso tiepido. Per fortuna il pragmatismo tedesco si è ripreso subito e mi hanno portato una vom Fass fredda ghiacciata che ha rimesso a posto l’universo.

A seguire siamo uscite a cena… ah, la Schiffer Börse è stata un’esperienza totale. Sembra di stare nel ventre di un antico galeone, tutto legno e fascino. Il cibo ottimo, ma il servizio? Una schiera di ragazzi, che si muovevano con un’eleganza che ti faceva dimenticare i -15 esterni. Un mix perfetto tra sostanza e piacere visivo che ogni tanto ci vuole, eccome se ci vuole!

Schiffer Börse Slurp

Ah il LABSKAUS

La seconda sera, invece, abbiamo cenato da Laufauf. Atmosfera autentica, per carità, ma culinariamente parlando è stata una batosta. Il Labskaus sembrava, senza troppi giri di parole, del vomito rosa. E il dolce, il Franzbrötchen, una delusione totale: molle, inzuppato, una pappetta per neonati o per persone senza denti. Amburgo è così: sobria, senza picchi di esaltazione. È una città solida, teutonica, ti dà quello che ha senza fronzoli. Anche nei suoi errori.

CUCCIOLODIRUSPA e il Labskaus, da notare l’espressione

L’Hotel Village ci ha accolto con le sue luci rosse e quell’aura un po’ spinta, quasi da palcoscenico. Poi, nel cuore della notte, l’incantesimo si rompe: un allarme antincendio assordante che ti spiana il cervello. Io, fedele alla mia natura curiosa, ero già in piedi pronta a tutto; Susanne, invece, anima dolce e gentile, cercava la salvezza sotto il piumone e implorava: ‘Ti prego, non lasciarmi sola!’.

La mattina dopo Ennio, il receptionist, ci ha svelato l’arcano: un cliente aveva deciso di fumarsi una sigaretta in camera. Un po’ di nicotina e tutto l’hotel in piedi. Siamo scoppiate a ridere. È l’adrenalina che trasforma una notte storta in un ricordo che ti porti dentro col sorriso.

Tschüs VILLAGE Hotel

Cosa mi ha lasciato Amburgo

Una sensazione di forza ed eleganza severa. È una città che non ha bisogno di farsi bella per piacerti, ti conquista con la sua solidità. E poi mi ha lasciato la gioia di stare con Susanne, la mia amica storica che mi sopporta da una vita, anche quando, dopo giornate così intense, mi addormento e inizio a russare come un trattore.

Viaggiare lentamente è l’unico modo che conosco per non saltare i passaggi. Per attraversare davvero.

Colonna sonora consigliata:

  • Agnes Obel – Riverside
  • Lukas Graham – Love Someone
  • Depeche Mode – Enjoy the Silence

Curiose curiosità!

La Speicherstadt: Cuore di Mattone

È il complesso di magazzini storici più grande del mondo. Un labirinto di canali e mattoni rossi che dal 2015 è Patrimonio UNESCO. Il posto dove il fascino industriale di Amburgo si fa poesia, specialmente quando il ghiaccio ne disegna i contorni.

Mattoni e ghiaccio

L’Alter Elbtunnel: Sotto il Fiume

Inaugurato nel 1911, è un capolavoro di ingegneria che ti porta a 24 metri sotto l’Elba. 426 metri di piastrelle bianche e atmosfera rétro. Un salto nel tempo (e al coperto!) per passare da una sponda all’altra ammirando i bassorilievi in terracotta che decorano le pareti.

Dentro il tunnel

St. Pauli e la Reeperbahn

Non solo luci rosse, ma il cuore pulsante e trasgressivo della città. Tra locali storici, teatri e un’aura kitsch che resiste al tempo, è qui che la notte di Amburgo dà spettacolo. Un mix surreale di eccessi, musica e storie incredibili.

Sulla strada

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