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LAGO D’IDRO IS THE NEW BUCAREST

See the lonely boy, out on the weekend
Trying to make it pay
Can’t relate to joy, he tries to speak and
Can’t begin to say
L’ho canticchiata tutto il tempo!!

Anche ieri —12/11/2025 — visto che sono in ferie e non sono a Bucarest (sigh), ho deciso di esplorare i dintorni.
Beh, proprio “dintorni” non sono — ma dal mio quartier generale di Malcesine ho attraversato mezzo Trentino fino ad arrivare al Lago d’Idro.

La giornata era di quelle che ti riconciliano con la vita: cielo blu, aria mite, poco traffico sulla Gardesana.
Solo io, la mia Micra (Calimera per gli amici, Kalispera quando la portano via col carro attrezzi), e un lettore CD bloccato da anni da un vecchio album di Mauro Ferrarese — quindi niente radio, solo io che canto, ascolto podcast e parlo da sola.

Costeggio il Lago di Ledro: acqua trasparente, spiaggette vuote, parcheggi deserti, alberi che sussurrano che è autunno inoltrato.
Attraverso Pieve di Ledro, poi Bezzecca, Tiarno di Sotto e Tiarno di Sopra.
Qui la strada si fa meravigliosa: un po’ sale, curva, entra tra le montagne e diventa quella che, se avessi una telecamera, chiamerei “la scena fantasy della giornata”.
Montagne alte, profumo di legna e di foglie bagnate, e quell’atmosfera cupa che sembra arrivare da un mondo parallelo. Una valle stretta, bellissima, noir quanto basta — la luce filtra a tratti, l’acqua scorre in fondo, la strada serpeggia. La scenografia è preistorica: se fosse spuntato un diplodoco, avrei salutato senza paura.

Poi la luce è cambiata, e, all’improvviso — Storo.
Il paese della polenta.
E da lì, in pochi minuti, Ponte Caffaro: un ponte, un cartello, e dal Trentino passi in Lombardia.

Poco prima di Ponte Caffaro però, decido di deviare verso Bondone, leggo un cartello che dice “uno dei borghi più belli d’Italia”.
Salgo, salgo, e incontro un gruppo di operai che stanno sistemando il bosco: tutti vestiti d’arancione, con le motoseghe in mano.
Sembrano una via di mezzo tra astronauti e serial killer sorridenti.
L’aria profuma di legno tagliato, resina e felicità.
Peccato solo che da Bondone non si va da nessuna parte, quindi torno indietro. Scendendo vedo il lago, che è uno specchio, calmo, placido e serafico.

Da lì proseguo, attraverso il ponte di Ponte Caffaro: sono in Lombardia, ma il lago è lo stesso, solo visto da un’altra sponda.
Parcheggio ad Anfo, con l’unico pensiero urgente che ho quando viaggio: trovare un bagno.
Tutti i bar sono chiusi, ovviamente.

Lago d’Idro, novembre 2025

Poi la salvezza: il Circolo Nautico Eridio.
Dentro trovo un presidente/operaio gentile che, pur col club chiuso, mi apre la porta e mi lascia usare il bagno.
Lo so, la vita è fatta di piccoli eroi.

A quel punto mi sento autorizzata a cercare anche del cibo.
Mi dice il presidente/operaio gentile che ad Anfo il mercoledì è tutto chiuso, ma a Pieve Vecchia dovrei cavarmela.
Così mi incammino lungo il sentiero che costeggia il lago — sei chilometri tra l’acqua ferma come uno specchio e un silenzio perfetto.

Arrivo in paese alle due, affamata e felice.
Entro al Ristorante da Arrigo: il piatto del giorno è goulash con polenta di Storo.
Un segno del destino, penso.
Il goulash è delizioso, la cuoca — che poi esce a chiedermi se mi sia piaciuto — mi racconta che lo prepara con il taglio “Cappello del Prete”.
La abbraccerei, ma sono troppo piena per muovermi.

Lago d’Idro, novembre 2025

Ritorno a piedi, sempre lungo il lago, con quella calma che arriva solo dopo una buona mangiata e una giornata che non avevi programmato ma ti ha regalato più di quanto sperassi. Arrivo al parcheggio e riparto.

Per tornare scelgo un’altra strada — perché allungare la bellezza è un vizio che non voglio perdere.
Passo da Tione di Trento, e lungo il tragitto mi fermo un momento al Lago di Roncone, piccolo, quieto, incastonato come una gemma tra i boschi.
L’acqua è ferma, il cielo si specchia, e per un attimo penso che potrei anche restare lì, a contare le foglie che galleggiano.

Riprendo poi la via, costeggiando altri laghetti — Tenno, Comano — nella luce del giorno che oramai lascia spazio alle ombre della sera.

E mentre guido penso che sì, Bucarest può aspettare.
Io, nel frattempo, viaggio lo stesso.


📍 Luogo: Lago d’Idro (BS) – via Ledro, Storo, Bondone e ritorno
Mood: autunnale, ironico, con polenta-goulash e gratitudine
🎧 Colonna sonora consigliata: Out on the weekend di Neil Young, perché mi piace ed era il suo compleanno

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