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Perché un libro vale più del mio MacBook (per dire!!)

Viviamo sempre “on”: notifiche, schermi, distrazioni continue. Eppure basta aprire un libro di carta perché il tempo rallenti. La differenza? I libri diventano scrigni di vita: sottolineature, biglietti dimenticati, ricordi. Sarà pure da boomer, ma leggere su carta è vivere due volte.

Ammettilo: anche tu vivi appiccicata a uno schermo

Telefono cellulare, pc portatile, tablet… sono lì, sempre a reclamare attenzione con notifiche, suoni, avvisi lampeggianti.
Ogni volta ti dici “solo cinque minuti” e invece mezz’ora dopo sei ancora lì, a scorrere cose che neanche ti interessano.

È il bello e il brutto della nostra quotidianità digitale: praticissima, certo, ma anche stancante come una compagnia un po’ invadente.
È la stanchezza di essere sempre “on”.

E poi, la magia del libro di carta

Basta aprire un libro di carta… e il mondo cambia.

Il rumore si spegne, il tempo rallenta, la mente respira. Le parole, nere su bianco, diventano più recepibili: non scappano via come notifiche, non pretendono di essere cliccate. Restano lì, ad aspettarti, come un amico paziente che non se la prende se lo lasci a metà.

Leggere su carta non è affatto una mania nostalgica.
È un piacere sensoriale completo: l’odore della carta, il peso del volume tra le mani, il fruscio delle pagine.
Una calma che nessun e-book riuscirà mai a restituirti.

Il libro come scrigno di vita

La differenza vera? Con un libro puoi lasciare tracce.

Puoi sottolineare quella frase che ti colpisce, appuntare un pensiero a margine, infilare una cartolina, un vecchio biglietto del cinema, una fotografia.

Ogni libro diventa un piccolo scrigno di vita: non solo la storia scritta dall’autore, ma anche la tua storia, che si mescola dentro quelle pagine.
Riaprirlo dopo anni significa ritrovare non solo i personaggi, ma anche un pezzo di te stessa che avevi dimenticato.

Prova a fare la stessa cosa con un PDF.
Al massimo puoi aggiungere un segnalibro digitale. Comodo, sì, ma diciamocelo: è freddino.

In negozio, non solo oggetti

Viva i boomer, viva gli antichi

Lo ammetto: sono una lettrice curiosa e un po’ incostante.

I miei scaffali testimoniano periodi siciliani, sudamericani, nordici… intervallati dal trash americano (tipo Charles Bukowski o i romanzi Lonsdale) e da noir italiani (tipo Scerbanenko, Ammanniti, Camilleri, Carrisi, Carlotto, Lugli, Lucarelli etc)

E così, sì: sarà pure una scelta “da boomer” preferire un libro di carta.
Ma se questo significa rallentare, respirare meglio, ritrovare vecchie cartoline dimenticate e rivivere viaggi attraverso un vecchio segnalibro, allora viva i boomer.
Viva gli antichi. Viva i libri con le orecchie piegate e le sottolineature storte.

Perché leggere su carta, alla fine, è come vivere due volte:
dentro la storia dell’autore e, al tempo stesso, dentro i tuoi ricordi.

O NO?

2 replies on “Perché un libro vale più del mio MacBook (per dire!!)”

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