Alle otto in punto ho deciso di uscire per la mia solita passeggiata. Di solito vado dritta al lago, ma oggi mi sentivo avventurosa (più o meno 😏) e ho preso via Navene Vecchia, che corre, circa, parallela alla Gardesana tra ulivi dinoccolati e case silenziose. Insomma, un lato “tranquillo” del paese. Passeggiando ho anche incontrato una lumaca 🐌 con la sua casa, era più lenta di me!! Un’amica gentile che l’ha notata ha avuto un’idea molto carina: l’ha presa e portata in un campo, le ha certamente salvato la vita!!!

Poi, spinta da chissà quale spirito curioso, ho imboccato via San Marco, una via meravigliosa che sta un po’ in alto e regala panorami inaspettati sul lago e sulla campagna. Ne vale sempre la pena: il lago stamattina era fermo, grigio, quasi come se avesse deciso di prendersi un giorno di ferie.
Non c’era vento, solo una pioggerellina sottile che più che bagnare, faceva il solletico. E diciamocelo: con l’aria fresca e quell’atmosfera sospesa, mi sentivo quasi dentro a un film in slow motion (senza colonna sonora, perché le mie cuffiette col filo non hanno nulla di cinematografico).
Poco prima di arrivare a Campagnola, ho iniziato la discesa verso la spiaggia e la ciclabile nord. Quella la conosco a memoria: ogni cespuglio mi saluta come un vecchio amico. Oggi, però, il lago aveva un umore tutto suo. L’acqua meno limpida del solito, pochissima gente in giro, e i gabbiani sdraiati sulle barche come se fossero lettini da spiaggia.

Loro sì che sanno vivere.
A rubare la scena c’era un cormorano nero, elegante e un po’ teatrale, che apriva le ali ogni due per tre. Non per fare spettacolo, ma semplicemente per asciugarsi. Beh, anche le star hanno i loro trucchi.

E Limone? Nascosto dietro la foschia, lo vedevo come quando guardo senza occhiali, sembrava una visione da miope!!Neanche a farlo apposta, oggi sembrava che il mondo volesse darmi una passeggiata tutta per me. Niente windsurf colorati, niente corridori/camminatori/escitori di cani, solo io, la pioggia gentile e il filo delle mie cuffiette che si aggrovigliava come sempre.
E mentre rientravo, con ancora addosso il profumo dolce dei fichi maturi e la strana quiete di un paese che solitamente brulica, ho pensato che forse l’autunno comincia proprio così: con passi lenti, pioggia leggera e piccole sorprese che il lago regala solo a chi ha voglia di ascoltarlo.
Quando sono tornata a casa, un po’ bagnata ma molto contenta, avevo un pensiero fisso: la colazione! Perché, pioggia o non pioggia, certe priorità restano sacre.
Ahahahahah
PS: nessuna delle foto – eccetto quella delle gocce in copertina- è scattata da me, le ho prese dalla libreria di foto gratuite!
