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Torino in time-lapse

Quando si hanno solo poche ore e tanta voglia di vedere una città, il segreto è semplice: camminare tanto, mangiare di più e ridere sempre. Questa è la nostra Torino, vissuta qualche anno fa, ai tempi della pandemia.

Torino

Freccia Rossa o giostra da luna park?

Nell’autunno 2021, io e mio figlio Riccardo (che chiamo anche il mio animale domestico junior o Rico-Fico) siamo saliti su un treno per Torino.
E non un treno qualsiasi: la FRECCIA ROSSA, in business class!
Una vera e propria rivoluzione per me, da sempre affezionata alla “classe popolare” e ai treni locali che si fermano anche se una mucca attraversa i binari.

Naturalmente Trenitalia ha fatto il suo dovere: 27 minuti di ritardo. Non 30, eh. Ventisette. Quelli giusti per non avere diritto a nessun rimborso.
Sigh.

Non era la mia prima volta a Torino.
Ci ero già passata, di corsa, nel lontano 1999 o 2000, quando partecipai a un programma della Rai dal titolo Cuore Batticuore.
Una di quelle esperienze che si raccontano per ridere, anche perché… la puntata dove c’ero io non andò mai in onda.
(Forse era destino che la mia vera “prima volta” torinese fosse più tardi.)

Treni 🚆

La Mole, il bicerin e altre religioni locali

Arriviamo a Torino Porta Nuova. Aria frizzantina, gente ovunque, la Mole che sbuca tra i palazzi come se volesse controllare tutti.

Prima tappa obbligata: il bicerin. Non è solo una bevanda, è una esperienza spirituale in tre strati.
Poi via: Palazzo Madamail misterioso dito di Mussolini (un palazzo brutterello ma che ho fotografato in controluce), e un saluto veloce alla collina dei VIPs (vista super-velocemente arrancando a seguito di Rico, perché 30 ore sono 30 ore).

Icona torinese e icona golosa, qual è più fotogenica?

Il dito di Mussolini in secondo piano

Sulla collina dei VIPs, tra ville eleganti e panorami da cartolina, non mi aspettavo certo di trovare… un volantino.
E non un volantino qualunque: a grandi lettere, UOMO IN AFFITTO.
Lo ammetto, per un attimo mi sono chiesta “ma davvero qui funziona così?”
Poi ho letto sotto: disponibile per sistemare casa, dipingere, aggiustare cose e via dicendo.
Insomma, un factotum, non quello che la mia immaginazione aveva partorito nei primi due secondi.

Torino, città di sorprese… e di soluzioni per ogni esigenza.

A dormire tra le nuvole (letteralmente)

Il nostro Airbnb era davvero tra i tetti, in alto! Così in alto che mi aspettavo di infilare la testa tra le nuvole (che potrebbe sembrare strano, ma per è una condizione quasi perenne). L’appartamento era comodo, centralissimo e perfetto per godere ogni minuto di questa città. Torino è sontuosa, rigorosa, ma con angoli easy in cui ci si sente subito a proprio agio. È elegante senza essere altezzosa, multietnica senza perdere il suo fascino classico.
E soprattutto… ha un’energia bellissima: ti avvolge, ti incuriosisce, e ti fa venir voglia di restare un po’ di più.

Vista dal balcone

Il museo egizio in modalità fast forward

Con poco tempo ma tanta curiosità, abbiamo affrontato il Museo Egizio. Bellissimo, affascinante, pieno di storie… ma visto tipo videoclip: una stanza ogni 3 minuti. Abbiamo visto il passato con la velocità del futuro.

Al museo Egizio 2021

Pranzo, aperitivo, cena, colazione!

Pranzo con l’amico Alvise aka Elvis, che ci ha fatto scoprire un lato inusuale di Torino. Poi giri in giro e prima di cena un bell’aperitivo dove vanno gli studenti, bella la gioventù!
A seguire cena all’Antico Balon: un posto che sa di storia, di vino e di chiacchiere sincere.
E il giorno dopo… colazione in una zona alternativa: un gigantesco mercato multietnico spezie, profumi e sapori che mi seguiranno nel bagaglio a mano.
E ovviamente: ancora cibo, perché chi visita musei a stomaco vuoto non sa cosa si perde.

Me, Elvis, Rico 2021

Ultimo sprint: musei reali, Valentino e cioccolato per tutti

Tappa veloce ai Musei Reali (dove ho sfiorato il concetto di “arte in apnea”), poi una pausa nel magnifico Parco del Valentino, uno dei polmoni verdi di Torino, colorato d’autunno, in cui ti dimentichi di essere in città.

Scoiattolo 🐿️ al Parco
Il fiume Po

E il cioccolato. Tanto. Troppo. Per amici, parenti, e forse anche per me, che ho una memoria selettiva sul numero di tavolette acquistate.

Il ritorno (a piedi, ovviamente)

Treno per Verona: è ormai terminata la vacanzina! Sigh!
Torniamo a piedi da Porta Nuova a Porta Palio per recuperare l’auto. Zaini, borse, cioccolato e Rico-Fico che ovviamente non dava segni di cedimento.

Lo chiamavano viaggio breve. Ma il conta passi dice 32.781

Torino, sei stata un assaggio. Tornerò per il bis.

Torino, ci siamo incrociate per caso a fine anno ‘90, ma solo ora ci siamo davvero conosciute. Sei sontuosa, rigorosa eppure sei stata capace di sorprendermi con angoli leggeri, volti diversi e un’energia che resta addosso. Tornerò: senza mascherina, con più tempo e, spero, con un treno puntuale.

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