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La leggenda di Berta: un filo che cambiò Montegrotto

Nel 1084, a Montegrotto, la contadina Berta salvò il marito con un dono speciale. L’imperatrice le fece un regalo straordinario.
Scopri da dove arriva il detto: “È finito il tempo in cui Berta filava”.

Montegrotto, anno 1084

È il 1084. L’imperatore Enrico IV e la sua consorte Bertha di Savoia sono ospiti nella roccaforte dei Signori Da Montagnon, a Monte Castello, sopra Montegrotto.

Mentre la corte festeggia, la giovane contadina Berta vive la sua tragedia: il marito Raniero è stato imprigionato e condannato a morte per non aver pagato le decime ai signori locali.
Altro che cronache eroiche: a volte basta la povertà per rischiare la vita.

L’incontro con l’imperatrice

Un giorno, per caso o per destino, Berta incontra l’imperatrice Bertha di Savoia al ritorno da una passeggiata.
La giovane donna non perde tempo: si inginocchia, racconta la sua storia e implora la grazia per Raniero.

L’imperatrice, colpita dalla sincerità e dalla disperazione di quella contadina, decide di salvare la vita al giovane.

La ricompensa del filo

Ma la storia non finisce qui.
Per ringraziare l’imperatrice, Berta le dona l’unico bene prezioso che possiede: una matassa di filo, frutto del suo lavoro quotidiano.

La sovrana, sorpresa e commossa, premia il gesto con una ricompensa inaspettata: concede a Berta tanto terreno quanto ne poteva contenere il filo della matassa.
Un dono enorme, che trasforma per sempre la vita della giovane coppia.

Naturalmente, la notizia fa il giro del villaggio. Altre ragazze si presentano con le loro matasse, sperando nella stessa fortuna. Ma l’imperatrice, con un sorriso ironico, le liquida con la frase rimasta nei secoli:

“È finito il tempo in cui Berta filava.”

Una leggenda che vive ancora

E così, da una semplice matassa di filo, nacque un proverbio che ancora oggi sopravvive e che ha reso famosa Berta nei secoli.
Non è solo una leggenda di coraggio e di amore: è anche il simbolo di un territorio che da sempre regala cura, rinascita e bellezza.

Le fonti… e un tocco di famiglia

Questa leggenda l’ho ricostruita grazie al sito Abano Terme e Benessere  https://www.abanotermebenessere.com/la-leggenda-di-berta/ e Mara Ferrazzo, mia cugina, che vive e lavora in quest’area e si occupa del sito. Mara mi ha raccontato questa storia con la sua grande passione per il passato, per le vicende locali e per il territorio in cui vive. Mara è più precisa di me, ha citato altre fonti che io (ovviamente) ho scordato!

Mia cugina ha voluto bene a Berta al punto da dedicarle persino una saponetta, che si chiama affettuosamente “Bertina”. 🧼
Un piccolo omaggio moderno a una donna che, con un filo, ha cambiato il suo destino.

Se oggi cammini per Montegrotto Terme, tra il vapore che sale dalle acque calde e i profumi della natura dei Colli Euganei, puoi quasi immaginare Berta sorridere.
La sua storia ti ricorda che a volte basta un gesto semplice – un filo, un atto di amore – per cambiare tutto.
E in fondo, è forse questo che vogliamo ancora oggi, quando veniamo qui: ritrovare noi stessi e il benessere immersi in fanghi e vapori che continuano a raccontare di amori e leggende . ✨

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