Dopo giorni di reclusione volontaria – tra fazzoletti, sbadigli e una pigrizia degna di un gatto obeso (hai presente Garfield??) – stamattina il mio spirito ha deciso che era ora di tornare a respirare. Scarpe da ginnastica ai piedi e zero grazia atletica, ho imboccato il lungolago nord di Malcesine, il mio rifugio di sempre, quello che conosco a memoria e che ogni volta mi sorprende come se fosse la prima.
Un cielo indecente e un lago innamorato
Il cielo? Un vero capolavoro: qualche nuvoletta leggera, come disegnata da un bambino, adagiata vicino al castello, a creare un panorama quasi magico. Sembra un dipinto, con linee sinuose e colori delicati, tanto che ho l’impressione di poterle toccare con un dito.
Un’indecenza di blu, profondo e insolente, pronto a specchiarsi nel lago che, da bravo innamorato, si lascia ammirare senza pudore. Non un lago piatto, no: il Peler, vento testardo e capriccioso, scompiglia la superficie dando vita alle celebri ochette bianche, un merletto spumeggiante che fa al lago un abito da sposa perfetto in ogni stagione.
Farfalle impazzite e profumi che raccontano
Sopra questo palcoscenico, vele, windsurf, wing foil e kite: farfalle impazzite, acrobazie colorate, adrenalina che sa di libertà. Uno spettacolo che profuma di lago… ma non solo.
L’aria è intrisa degli aromi pungenti della lavanda, del rosmarino selvatico e dell’alloro che cresce rigoglioso ai lati del cammino. E, mescolati a questi, si sentono i profumi appetitosi dei dehors degli hotel; si vedono gli ospiti degli alberghi intenti a consumare, con occhi riconoscenti, le variegate colazioni da manuale: uova e bacon croccanti, frutta fresca che brilla nei piatti, torte appena sfornate e caffè che sa di buongiorno vero.
La terraferma, un cinema a cielo aperto
E mentre la natura recita la sua parte col vento e le onde, la mia passeggiata si trasforma in un cinema a cielo aperto:
- la signora dallo sguardo meravigliato, col cane Morris, un quasi-bassotto che trotterella come un’anatra in giacca stretta;
- la ragazza dai capelli rossi, in versione zen, che cammina assorta con le cuffiette: un’isola di calma tra chi corre e chi barcolla;
- in una caletta più appartata, vicino ai due fichi, una specie di divinità ispirata a Buddha: 🧘♂️ un signore pelato, paffutello in posa da loto, così immobile da sembrare pronto all’illuminazione (o a un colpo di sole).
- le tre amiche in costume da bagno che sul pontile di fronte al campeggio fanno il saluto al sole , felici e allegre. Con gli occhi pieni di speranze e di curiosità!
- la coppia di mezza età (cioè la mia età ) che passeggia mano nella mano, in silenzio con gli occhi che sguardano nella stessa direzione
Il lago come esperienza totale
Il mio lago non è solo panorama.
È un’esperienza che sa di erbe mediterranee e colazioni golose, di pensieri che svolazzano, di gente viva e vibrante che lo ama; il mio lago è un essere meraviglioso che ruggisce e accarezza, che ride di noi e con noi.
È teatro, ironia, poesia e parodia, tutto insieme.
Ed è casa mia, che culo!
